THE BORA + DISCOMOSTRO + GLI ULTIMI * Oleggio 11 luglio 2026
Per questa calda serata estiva, il salotto buono di Oleggio (NO), la piazza martiri, da proscenio per passeggiate ed aperitivi pettinati, si trasforma in palcoscenico punk per il Farmoneta festival 2026, un evento gratuito che riempie la piazza con un pubblico colorato tra i venti ed i sessanta anni, a cui si mescolano anche timidi pensionati in cerca del refrigerio serale, e nel cui sguardo si può cogliere la condanna a questo mondo ormai nelle mani del maligno. Piene anche le pizzerie sotto i portici, chissà se i gestori hanno previsto uno sconto per gli alti volumi non usuali.
Aprono le danze i milanesi THE BORA, che propongono un hard core nostalgico, ricordando i tempi in cui le chiome ancora fluenti consentivano ardite acconciature con la cresta. Un hard core anni novanta, basico e sanguigno, suonato con pochi virtuosismi, onesto e sincero con pezzi molto gradevoli. Il cantante ha anche onorato la mia maglietta con falce e martello, salutando con il pugno durante l'esecuzione del primo pezzo.
Dopo un rapido cambio palco, tocca ora all'hard core rabbioso e tagliente dei DISCOMOSTRO. Tecnicamente ineccepibili, con un batterista portentoso che mitraglia senza sosta con precisione millimetrica, e Carlo alla voce, autodefinitosi il peggior cantante punk di sempre, che riempie il palco sfoggiando un eterno sorriso stralunato, probabilmente favorito dalle numerose pause idratanti a base di spritz e birra, che mi fa pensare a chissà quale multiverso stia attraversando al momento. Una quarantina di minuti tiratissimi, con siparietti situazionisti, come per esempio, nella presentazione dei pezzi, il far seguire ad ogni titolo il complemento "del cazzo".
Carlo non avrà mai vinto niente, come recita il pezzo "ciao", ma stasera ha veramente stregato il pubblico, trascinando la band in una prestazione siderale.
Sotto il palco, appena uscito dal lavoro, anche l'amico Andrea, voce e chitarra dei mitici KILLJOINT, protagonisti della scena indie italiana degli anni novanta, attivissimi dal vivo, sia come headliners che come aprenti per band come HARDONS e DICKIES, per citarne un paio. Ricordo ancora con piacere la trasferta a Parma sul furgone della band.
Gli headliners della serata sono GLI ULTIMI , iconica band oi/street punk della provincia romana, che propone testi infarciti di lotta di classe e disagio giovanile, che infiammano gli animi dei giovani spettatori, che cantano a squarciagola tutti i pezzi, agitando scompostamente le braccia, soprattutto le due ragazze assatanate alla mia destra ed alla mia sinistra.
Sarà che da giovane, quando il mio animo anelava costantemente ad un mondo migliore, le mie orecchie, per motivi anagrafici, non si sono mai incontrate con le loro composizioni, ma non riesco a trovare il coinvolgimento emotivo dimostrato dallo zoccolo duro dei loro fans.
Pezzi comunque indubbiamente piacevoli e ben eseguiti, che giustificano il loro seguito, composto anche da celebrità come Zerocalcare, che ha disegnato per loro il video di "favole".
Nonostante l'agguerrita concorrenza per accaparrarmi un souvenir del concerto, riesco ad ottenere sia la scaletta dei DISCOMOSTRO che quella de GLI ULTIMI.
A mezzanotte, lascio questa sorta di punk pride con la piazza ancora gremita di avventori dei chioschi, che spillano a prezzi popolari, ottime birre artigianali di produttori locali.
Un applauso agli organizzatori, per questa bellissima occasione di socialità old school.
Mauro Spagnoli



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