BOBAN + THE BOWERS + ICMESA * live circolo Gagarin 09 maggio 2026
Stasera triplete al Circolo Gagarin di Busto Arsizio, con tre band e tre ore di musica.
Aprono i Boban, che con chitarra e basso, sostituito per un paio di pezzi da una chitarra acustica, propongono un post punk spigoloso, che talvolta vira verso sonorità blues, che vive delle atmosfere nebbiose della Ligera di Scerbanenko. I testi, in italiano, riprendono la tradizione della scuola cantautorale milanese, ricordando per l’impegno politico gli Stormy Six. Il loro spettacolo si chiude con la citazione della celebre frase del cosmonauta Jurij Gagarin, che a bordo della cosmonave Vostok1, il 12 aprile 1961, comunicò alla base che “da quassù la terra è bellissima, senza frontiere nè confini”.
Secondo gruppo in programma sono The Bowers, già sentiti a Magenta nel concerto natalizio, che qui a Busto Arsizio ribadiscono la loro perizia musicale. Il chitarrista che riempie ogni spazio, il batterista che spara come una contraerea dei Pasdaran, il cantante dalla voce limpida e possente, ma al mio personalissimo cartellino, spicca però l’ipnotica bassista, che riesce a produrre un numero spropositato di note con una innata leggiadria. Da cialtrone quale sono, le ho anche chiesto se avesse mai contato quante note riesce ad infilare in una canzone ...
Quarantacinque minuti di set in italiano, trascinanti con le loro vigorose sonorità punk rock veloce ed infarcito di numerosi stop and go.
Chiudono la serata gli Icmesa, power trio brianzolo, che si presenta sul palco con tute bianche anticontaminazione e maschere antigas.
Si rifanno nel nome alla tragedia del 1976 in cui una perdita di diossina dalla fabbrica Icmesa causò numerosi lutti ed una diffusa contaminazione nella zona di Seveso con strascichi decennali.
Alla porta viene esposto un inquietante cartello che informa il pubblico che durante la performance verrà sparato un colpo di pistola ... e si comincia.
Come la diossina, sono caustici ed urticanti, suonano un post punk possente, dilagante in un grunge pieno e tirato. Possiamo definirlo post garage, come recita la locandina?
Generano una potenza di fuoco non indifferente, su una ossatura minimalista, prendendo a schiaffi sonori il poco numeroso, ma molto partecipativo pubblico.
Attivi dal 2016, dopo il primo album “quando c’era lei”, hanno appena licenziato un nuovo lavoro, disponibile gratuitamente in rete.
Una lode al bassista ed al batterista, che con le maschere antigas addosso riescono anche ad intonare i cori, nonostante la torrida temperatura della sala.
Una bellissima serata di musica originale e coinvolgente, terminata intorno all’una meno un quarto, che non mi ha fatto assolutamente rimpiangere le ore rubate al sonno prima della sveglia lavorativa alle sei del mattino.
P.S.
Per gli amanti dei cerchi chiusi, la ovvia risposta della bassista dei Bowers è stata NO, seguita da una grassa risata.
P.P.S.
Per lo sparo di pistola non faccio spoiler...



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