TEENAGE BOTTLEROCKET * live Legend Club 24 maggio 2026
Rieccomi insieme a GG, uomo dalle mille conoscenze ed abile autista, allo chalet del Legend Club di Milano, dove la birra è buona e l’atmosfera è calda, non solo meteorologicamente, grazie all’anticiclone africano.
Come al solito, il grande problema delle trasferte milanesi è il parcheggio, la cui ricerca ci ha fatto ricamare le vie adiacenti, per trovare un posticino vicino alla tristemente famosa via Bellerio, facendoci perdere il gruppo in apertura.
A dividere con noi lo spazio in sala, altre centocinquanta persone dai venti ai sessanta anni per i celebri Teenage Bottlerocket, che stasera suoneranno a Milano per la dodicesima volta in carriera, almeno così dice in apertura il cantante/chitarrista/fondatore Ray Carlisle.
Band proveniente dal Wyoming (stato il cui nome è molto familiare a chi da ragazzino imparava a parlare con i rutti), suonano hard core punk melodico dal 2002, anno di stampa del loro primo EP.
Attitudine punk rock ignorante, con tanta voglia di vivere e di divertirsi, nei loro testi non ci sono proclami politici e lotta di classe, ma la lotta per stare al mondo alle prese con strane fidanzate, compagni di classe stronzi ed un lavoro abbruttente, accompagnati da una colonna sonora frizzante in quattro quarti, che insieme agli amici e qualche bicchiere di whisky rendono questa vita piacevole, anche se faticosamente in salita.
“Ready to Roll” è una mini tournee italiana di quattro date, partita da Torino per passare poi da Milano, Pisa e Roma, spostandosi poi in Francia e Spagna.
La scaletta e’ divisa in tre blocchi di 8/9 canzoni suonate a nastro senza soluzione di continuità , senza presentazione, fatte partire da un imperioso 1-2-3-4 alla Ramones, gruppo che viene anche omaggiato con alcune strofe di Blitzkrieg Pop.
In una delle tre pause, il chitarrista/cantante Kody Templeman, si spara a goccia due birre consecutive, spronato ad alta voce dal pubblico, deliziando la platea con un rutto microfonato di notevole intensità (vedi che il Wyoming ritorna?)
Alla soglia dei cinquanta anni, ed un po’ appesantiti, sono ancora delle macchine da guerra che si divertono a suonare con un’invidiabile energia.
Nota curiosa, nell’ora e quindici minuti di spettacolo non hanno mai riaccordato le chitarre!
Alla seconda costola incrinata, mi ero ripromesso di non pogare piu’, ma stasera mi sono fatto irretire dal fascino del circle pit, e scivolando sul pavimento bagnato ho rimediato una bella botta al ginocchio che mi ha fatto tornare a casa claudicante. L’età è ormai quella che è, e probabilmente sarà meglio lasciare il pit ai ventenni e starmene in disparte, però sempre entro la seconda fila sotto il palco, altrimenti non sarebbe un concerto vero!
Per finire, una lode a Barley Arts, che, lasciata da parte l’organizzazione dei grandissimi eventi, ormai tutti in mano alle multinazionali (AC-DC e Springsteen a parte), inanella un numero impressionante di concerti di band medio-piccole che fanno la felicità degli appassionati delle chicche sonore e della musica sanguigna e genuina!
Mauro Spagnoli

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